Formazione continua per avvocati
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pubblicata il

04/04/2017



Categorie: News

Formazione continua per avvocati: un obbligo di legge sinonimo di qualità

Ogni avvocato sa quanto è importante essere costantemente aggiornati sulle novità del contesto in cui si opera e della propria professione. Per questo motivo la formazione continua è particolarmente importante.

 
La formazione continua degli avvocati è un tema particolarmente importante per chiunque lavori in ambito legale. Quest’ultima è ormai un obbligo di legge che deve essere costantemente visionato e maturato. Secondo il Codice deontologico forense infatti, l’art. 15 sancisce che “L’avvocato deve curare costantemente la preparazione professionale, conservando e accrescendo le conoscenze con particolare riferimento ai settori di specializzazione e a quelli di attività prevalente”. La formazione continua dell’avvocato dunque non è un tema che viene trascurato dalla legge, né tanto meno che viene lasciato alla soggettività e alla disponibilità dell’avvocato stesso. Ogni professionista del settore infatti, dovrà provvedere a formarsi continuamente, pena l’avvio di sanzioni disciplinari che vanno dalla censura alla radiazione dall’albo degli avvocati.
 
Caratteristiche
La formazione continua degli avvocati viene misurata in crediti formativi. Ogni avvocato infatti dovrà maturare un totale di 60 crediti formativi nell’arco temporale di 3 anni, con un quantitativo minimo di 15 crediti formativi per anno. Dunque è del tutto illegale, ad esempio, maturare la totalità dei crediti richiesti in un solo anno e venir meno alla formazione nei restanti due anni.
In aggiunta a ciò, almeno 9 dei 60 crediti richiesti dovranno essere maturati su corsi relativi all’”ordinamento e previdenza forensi e deontologia ed etica professionale”. Tali crediti dovranno essere suddivisi in un quantitativo minimo di 3 crediti per anno, per un totale, appunto, di almeno 9 crediti in tre anni.
Chi, per diverse motivazioni, preferisse adempiere alla propria formazione comodamente da casa potrà contare sulla presenza di diversi corsi online che popolano il web e che sono tranquillamente accettati dalla legge fino al 40% del totale triennale dei crediti richiesti.
 
Sanzioni
Come è evidente, le modalità di acquisizione dei crediti sono chiare, ma cosa succede a chi viene meno a tale obbligo formativo?
Il Codice deontologico forense all’art. 21 afferma che “Spetta agli Organi disciplinari la potestà di applicare, nel rispetto delle procedure previste dalle norme, anche regolamentari, le sanzioni adeguate e proporzionate alla violazione deontologica commessa.” Non esiste dunque una sanzione prestabilita per l’infrazione di tale obbligo formativo: saranno gli Organi disciplinari a decidere, meditando su tipo di comportamento, gravità del fatto e della colpa, contesto, eventuale sussistenza di dolo e la sua intensità e le circostanze soggettive e oggettive. Tuttavia esistono delle sanzioni generali che possono essere attuate, quali censura, la quale consiste in un biasimo formale, sospensione e radiazione dall’albo.
 
Concludiamo dunque ricordando che la formazione continua non deve essere vista soltanto come un obbligo di legge, bensì come garanzia della qualità dei propri servizi offerti ai propri clienti.